Neonati ad alto contatto: l’importanza del primo anno di vita

I primi mesi di vita di un neonato, ma possiamo estendere questa fase anche ai primi anni, è sicuramente la più difficile a livello fisico per i genitori.

Le notti in bianco, la fase dei capricci da affrontare, gli enormi cambiamenti che un piccolo porta comunque in una famiglia.

Sono davvero molte le cose da dover affrontare ed imparare nel corso di un breve tempo.

Essere genitori è il mestiere più difficile del mondo, ed è proprio vero.

Se poi aggiungiamo a tutto questo anche il fatto che molte persone esterne si mettono a dare consigli e sentenze, ecco che la confusione regna sovrana.

Non tenerlo sempre in braccio, lo vizi! Deve imparare a dormire da solo! Lascialo piangere un po’ se no poi non crescerà mai!

Questi sono solo alcuni degli esempi dei classici consigli dati dalle altre persone.

Ma esiste davvero il vizio? È così sbagliato mettere il neonato in mezzo al lettone durante la notte?

Cerchiamo di capirlo insieme e vediamo anche come poter “sopravvivere” ad un neonato ad alto contatto.

 

Neonato ad alto contatto: vizio o necessità?

Partiamo, prima di tutto, cercando di capire cos’è l’alto contatto.

L’alto contatto è la necessità di un contatto continuo e molto serrato tra figlio e genitore, che solitamente è la madre.

In pratica, il neonato, richiede di essere sempre in braccio, si sveglia durante la notte molto spesso, dorme serenamente solo se vicino al genitore, richiede il seno in maniera molto frequente.

Insomma, quel classico neonato che si chiama con il termine “mammone”.

Ma davvero lo si può chiamare “mammone” o “viziato”?

Sono stati fatti moltissimi studi a riguardo e la risposta è NO!

 

Neonato ad alto contatto: gli studi scientifici

La crescita e l’evoluzione che si ha nel corso dei primi mesi ed anni di vita è sempre stata grande fonte d’ispirazione per la scienza.

Numerosi gli studi scientifici fatti per comprendere i diversi step e processi dello sviluppo, e le informazioni ottenute sono davvero molto interessanti ed utili.

Per quanto riguarda il neonato ad alto contatto, è stato constatato che, la sua enorme e continua richiesta di contatto pelle a pelle è del tutto istintiva e naturale, e deve essere assolutamente soddisfatta.

Le prime ricerche sono iniziate già nel secondo dopoguerra grazie ad un dottore inglese, John Bowlby, che ha praticamente gettato le basi di tutte le conoscenze odierne.

L’alto contatto è una necessità del tutto normale e necessaria ed è indispensabile rispondere a questa necessità.

Essere presenti e disponibili in questo senso creerà una grande fiducia ed autostima nel piccolo, che una volta cresciuto si dimostrerà un adulto indipendente e sicuro di sé.

È ormai risaputo come gran parte del carattere di una persona, e soprattutto il legame con i propri genitori, si crei proprio nei primi anni di vita.

 

Neonato ad alto contatto: come “sopravvivere”

Coccolare il proprio piccolo è sicuramente meraviglioso, ma bisogna anche ammettere che a volte può essere molto stancante.

Mancanza di sonno, poco tempo per se stessi, stanchezza e stress possono creare non pochi problemi.

Come “sopravvivere” ad un neonato ad alto contatto?

  • Acquista una fascia porta bebè. Ti aiuterà ad avere il tuo piccolo sempre con te ed avere un minor peso, oltre che le mani libere.
  • Prenditi sempre dei momenti tutti per te. Si sempre presente ma ogni tanto stacca la spina e fai magari un bel bagno lungo rilassante, fai una passeggiata. Ti ridarà la carica.
  • Goditi ogni momento. Per quanto possa essere stancante ricordati che i figli crescono alla velocità della luce e questi momenti un giorno ti mancheranno.